Intervista doppia Referendum 20-21 Settembre 2020

19.09.2020

A solo poche ore dal Referendum sul "taglio" del numero dei parlamentari, in un clima incandescente visto l'agguerrita campagna elettorale anche per le elezioni in 8 Regioni Italiane nonchè per altrettanti 1.184 comuni a cui si andrà al voto, si respira aria di Politica con la P maiuscola. Dopo mesi di "stand-by" elettorale causa Covid-19, adesso la parola spetta agli Italiani. Si vota domenica e lunedì fino alle 15. Noi oggi ci concentriamo sulla campagna referendaria. Il referendum è confermativo ovvero non si tratta di abrogare una legge, ma di approvare una riforma. Gli elettori sono infatti chiamati a confermare o bocciare la riforma degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione italiana, modifica approvata dal Parlamento l'anno scorso che prevede il taglio dei parlamentari, riducendo l'attuale numero da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (ad oggi sono 630) e di 200 senatori (al momento sono 315), mantenendo i senatori a vita (ma riducendone il numero, al massimo 5 in totale). Prevista anche una diminuzione dei parlamentari all'estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4. Il quorum non serve. L'esito delle urne sarà valido anche se il 20 e 21 settembre 2020 non si raggiungerà il 50% più uno dei votanti. A differenza di quanto succede invece con i referendum abrogativi, questa volta l'astensione dal voto non "varrà" come un no. Questo è il quarto referendum confermativo della storia della Repubblica italiana. Ne vogliamo parlare con due ragazzi, Baldo e Gloria, due giovani siciliani che si apprestano ad andare per la 2° volta alle urne avendo da poco compiuto la maggior età. Useremo per semplicità le iniziali dei loro nomi.

R: Ciao Baldo, ciao Gloria:

B: Ciao

G: Ciao

R: Iniziamo subito, perché votare No?

B: Si andrebbe ad indebolire il rapporto tra eletti ed elettori. L'Italia già adesso è uno dei paesi con il minor rapporto tra popolazione e numero di eletti.. Il problema è più di natura qualitativa che quantitativa. Meno parlamentari non vuol dire migliore qualità e quindi migliore efficacia del parlamento. Secondo la ragioneria generale dello Stato, il risparmio sarebbe di 82 milioni, che diventerebbero 57 se consideriamo lo stipendio netto e non lordo, cioè, il costo di un caffè all'anno per ogni cittadino, la democrazia non può essere ridotta ad un caffè. Se la ratio del taglio dei parlamentari fosse il risparmio, basterebbe dimezzare gli stipendi e non ridurre il numero dei parlamentari. Al Senato, in particolare, ci sarebbero commissioni composte da pochissimi membri, quindi significa che pochissime persone potranno decidere per tutti, e inoltre, questo consentirebbe ad interessi organizzati di ottenere grandi risultati con il minimo sforzo finanziario, quindi minori costi di lobbying. La riforma riduce in misura irragionevole la rappresentanza di interi territori, con province che non sarebbero sufficientemente rappresentate rispetto ad altre. La rappresentanza passerebbe da 96.006 cittadini per ogni parlamentare a 151.210 per ogni parlamentare. L'Italia diventerebbe l'ultimo Paese europeo per numero di cittadini per ogni rappresentante. Il Sud ne uscirebbe indebolito con una netta minore rappresentanza. Soprattutto al Senato, con le cosiddette "soglie implicite", si creerebbero forti disparità tra le regioni del Nord e quelle del Sud. (Ad esempio la nostra Regione subirà un taglio del 36%).

R: Adesso, perchè votare Si?

G: Innanzitutto, Taglio delle poltrone è un'espressione che odio, direi diminuzione del numero dei parlamentari ecco. Credo che essendo stata approvata, da ultimo, praticamente all'unanimità dalla Camera, e quindi da tutte le forze politiche in campo, penso che dire No senza una validissima ragione di merito, sia improprio. Il No aggraverebbe il fossato di sfiducia che già c'è tra cittadini e istituzioni. Il parlamento non funzionerà peggio, anzi potrebbe funzionare meglio se si coglie questa occasione per mettere rappresentanti per ogni Regione. Sarebbe un atto di estrema sfiducia smentire una riforma approvata praticamente all'unanimità dalle forze parlamentari. Un Senato di 200 membri può lavorare benissimo.

R: Cosa rispondi a chi sostiene che il comitato per il No è formato dalla casta, la vecchia politica?

B: Chi vota NO difende: la Costituzione, la democrazia e la rappresentanza dei territori e non la vecchia "casta" politica. Se l'obiettivo era di ridurre i "privilegi della casta" perché non si è deciso di ridurre il costo per ogni parlamentare? Era troppo semplice? È evidente che la ratio è un'altra: ed è lo svuotamento della democrazia parlamentare. Umberto Terracini, Presidente dell'assemblea Costituente diceva che quando si vuole diminuire l'importanza di un organo rappresentativo s'incomincia limitandone il numero dei componenti.

R: Cosa rispondi a chi sostiene che il Comitato per il Si è formato dal partito dell'antipolitica, del Vaffa-Day ecc?

G: È vero che questa è una riforma proposta dai 5 Stelle, e non è che tutto quello che viene dai grillini sia per forza negativo. Ma ricordo che anche il Partito Democratico vota Si così come dovrebbe votare Sì la Lega, Fratelli d'Italia e FI. Il rischio di una riforma complessiva, e complessivamente negativa, l'abbiamo corso con le riforme di Berlusconi e di Renzi. Entrambe sono state bocciate nei referendum. Certo il bicameralismo paritario merita di essere ripensato. Tuttavia quello attuale è un quesito semplice, cui è più facile rispondere con un sì o con un no. Nei referendum precedenti non c'era possibilità di distinguere tra i vari aspetti.

R: Ultima domanda,è uguale per entrambi. Pensate che la tematica sia poco considerata, o poco importante per i giovani? Vi aspettate una percentuale elevata di giovani al voto?

B: Molti ragazzi sono studenti "fuorisede" e in quanto tale purtroppo non potranno votare. Nel 2020 è surreale che uno studente "fuorisede" non possa votare per il referendum costituzionale. In questi giorni ho visto molti miei coetanei interessarsi all'argomento per cui penso che sia un tema che tocchi molto noi giovani soprattutto per gli effetti perdurevoli nel tempo di questa riforma evidenti alle giovani generazioni.

G: Concordo, molti miei coetanei si sono interessati sull'argomento e trovo anche io surreale che uno studente fuorisede debba pagare fior fior di soldi per scendere nelle rispettive regioni e città per votare un referendum dal tema importante. Sono molto delusa, inoltre, dalla troppo poca e imperfetta informazione che è stata fatta in queste settimane sulle Tv, sulla stampa. Il clima di confusione che si è creato non fa altro che aumentare le fake news e la disinformazione negli elettori. 

Grazie ai ragazzi e a presto!


Autore:

Redazione

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