8D, cos'è e perchè non è una novità
La magia si crea giocando sulle differenze dei tempi di arrivo del suono tra un orecchio e l'altro, combinato con le differenze di volume.
In un clima di stand-by, di quarantena obbligata ma per niente male, visto le tecnologie moderne, la musica sembra non essere stata intaccata, anzi. Moltissimi, soprattutto su Whatsapp, hanno ricevuto un messaggio inoltrato da un amico, con una traccia da ascoltare e una precisa raccomandazione: "Ascoltatelo solo con le cuffie" seguita da una promessa, "Sarà la prima volta che sentirete questa canzone con il vostro cervello e non con le vostre orecchie". Ma cos'è la musica 8D? Equivale a entrare in un stanza, si vive l'emozione di essere circondati dal suono. Il suono sembra rimbalzare da una cuffia all'altra senza darci la possibilità di riuscire a individuarlo precisamente e regalandoci un'esperienza di ascolto, letteralmente immersiva e particolare.
Potremmo definirla come un "trucco" fatto sul nostro cervello, il suono si distribuisce costantemente da destra a sinistra. È come se l'ascoltatore fosse al centro di una sfera di puro suono. Quella che si presenta come una innovazione, in realtà però nasce già tempo fa. A partire dagli anni '70, grazie a delle tecniche specifiche, si realizzavano mix e riproduzioni in audio "tridimensionale". Nulla a che vedere con il surround. Quest'ultimo sfrutta un numero maggiore di altoparlanti che, a seconda della loro posizione, danno una direzione al suono. L'8D invece è un unico flusso sonoro che circola liberamente. Se non vi siete ancora cimentati nell'ascolto di un pezzo in 8D vi proponiamo quello che forse era un icona degli anni '90 nella musica techno-house, Franchino. Cosa succederà ora? Non lo sappiamo, di sicuro ad oggi è un ottimo modo per trascorrere i lunghi pomeriggi da passare in casa.
Autore:
Redazione Futuristi News

